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日志


5月23日

LA VITA E I SENTIMENTI


Il barattolo della vita

Un giorno, un professore entrò in classe, poggiò un barattolo su un tavolo e ci mise dentro alcune palline da tennis, fino all’orlo…Finita l’operazione, si rivolse ai suoi allievi, che lo fissavano incuriositi cercando di capire cosa stesse facendo. Il professore disse: “ Allora ragazzi, ditemi. Vi sembra pieno questo barattolo? ” I ragazzi si guardarono tra loro, un po’ perplessi: uno dei ragazzi alzò la mano e disse “Ma certo che è pieno professore!”. L’uomo sorrise allo studente e scosse leggermente la testa; prese dalla sua borsa un sacchetto che conteneva delle biglie di vetro e ne mise un po’ dentro il barattolo. Le biglie andarono a riempire gli interstizi che vi erano tra una pallina da tennis e l’altra… Il professore si rivolse nuovamente alla classe: “E adesso ditemi…È pieno il barattolo? ”. Una ragazza annunciò che sì, adesso era pieno, e si girò a guardare con un’espressione soddisfatta il ragazzo che aveva risposto prima; ma il professore le disse che anche lei aveva dato una risposta superficiale, causandole un rossore di vergogna in volto. Subito dopo tirò fuori dalla borsa un altro sacchetto, questa volta colmo di sabbia. Con delicatezza lo prese dalle mani, lo aprì e ne verso l'intero contenuto nel barattolo. La sabbia, chiara e sottile, si insinuò in ogni angolo, riempì ogni spazio, anche il più piccolo e recondito. Finita l’operazione mise i sacchetti nella sua borsa, guardò per un po’ il barattolo sulla sua scrivania; poi, spostando lo sguardo sui ragazzi chiese loro: “Allora, adesso possiamo considerarlo pieno questo barattolo oppure no? ”. I ragazzi rimanevano in silenzio, spostando lo sguardo ora sul barattolo, ora sul professore, senza osare rispondere… A quel punto, il professore ruppe il silenzio che era sceso: “Ragazzi, questo barattolo rappresenta la vita. Le palline da tennis sono la famiglia, gli amici, gli amori, … Le biglie sono l'istruzione, il tempo libero, … La sabbia, invece, sono le cose materiali: la macchina, il cellulare, i vestiti firmati… Questo barattolo è pieno, ma la parte più importante è costituita dalle palline e dalle biglie…Se riempirete la vostra vita di sabbia, non rimarrà più lo spazio per le cose davvero essenziali della vita, le cose più solide e sicure. La sabbia è parte della nostra vita, ma non serve che a riempire piccoli spazi, a completare il tutto. Ricordate sempre che la famiglia, gli amici, gli amori, devono venire prima di tutto; solo grazie alla loro presenza sarà possibile avere una vita variegata, piena di cose diverse, proprio come lo è questo barattolo. Se darete più importanza alle cose superficiali della vita, ne avrete come risultato un triste barattolo uniforme e noioso, il cui contenuto può essere facilmente spazzato via dal primo soffio del vento…”

5月21日

LA FAMIGLIA O COME DOVREBBE ESSERE........

“le poesie sono ricche di valori antichi da riproporre alle nuove generazioni, costrette a vivere in una società di falsi valori”.
Il fuoco di un camino che riscalda, la pioggia che bagna e disseta, il giorno caro ai morti, il senso della famiglia, rappresentano valori semplici ma autentici e vengono contrapposti ai mali della società moderna: criminalità, droga, inquinamento, guerre, consumismo esasperato.
E’ la totale assenza dei valori a preoccupare maggiormente Romano, per cui è necessario che tutti, genitori e insegnati, facciano la loro parte fino in fondo, per cambiare la società.
Lo stesso autore così si esprime: “Temiamo che l’umanità rischi oggi la sua stessa sopravvivenza. C’è un vuoto di ideali che smarrisce e disorienta; si avverte, però, forte, un gran bisogno di valori antichi, a garanzia di una civile, pacifica convivenza, supportata da una cultura della vita in luogo di quella dominante della morte. E’ tempo che tutti si assumano la piena responsabilità dei propri comportamenti nella consapevolezza delle conseguenze che gli stessi possono provocare nei soggetti in formazione”.
L’attenzione viene appuntata soprattutto sulla famiglia, nella quale non dovrebbe mai mancare il dialogo ed un clima sereno, antidoti contro i modelli negativi proposti da tanti programmi violenti e diseducativi.
Si sottolinea il ruolo fondamentale della scuola, che dovrà promuovere il gusto per la lettura, soprattutto di quelle opere che fanno riflettere i ragazzi, dedicate ai temi della primavera, della Risurrezione di Cristo, dell’amore paterno, della terra natìa

5月18日

PAURA.............

 indice Le cause dei tumori L'epidemiologia dei tumori La prevenzione primaria dei tumori La prevenzione secondaria dei tumori La terapia dei tumori Terapie alternative e tumori
(o neoplasia), neoformazione di tessuto costituito da cellule atipiche modificate rispetto alle normali. La malattia tumorale presenta almeno tre caratteristiche che la definiscono: clonalità (nella maggior parte dei casi, il tumore prende origine da una singola cellula mutata, che prolifera fino a formare un clone di cellule neoplastiche); anaplasia (mancanza della normale differenziazione cellulare); autonomia (la crescita è completamente svincolata dai meccanismi di regolazione che operano nell'organismo normale). I tumori vengono distinti in benigni o maligni, a seconda delle caratteristiche biologiche e morfologiche che ne determinano la maggiore o minore aggressività. È benigno ogni tumore che non mette in pericolo la vita; che si accresce lentamente per espansione (e non per invasione e infiltrazione dei tessuti circostanti); che è delimitato da una capsula fibrosa; che non dà metastasi (cioè le sue cellule non proliferano in modo selvaggio diffondendosi a distanza) e resta nella sede di origine; che può essere asportato chirurgicamente, con guarigione completa del paziente. Viceversa le caratteristiche fondamentali del tumore maligno (spesso chiamato genericamente cancro) sono la rapida proliferazione di cellule; la mancanza di una capsula fibrosa; l'accrescimento invasivo con infiltrazione progressiva dei tessuti e degli organi circostanti; la capacità di dare origine a localizzazioni secondarie (metastasi), lontane dalla sede primitiva d'insorgenza del tumore.

 

Le cause dei tumori

I tumori dipendono da cause solo in parte comprese con esattezza. Lo sviluppo di un tumore è il risultato di un'interazione complessa di fattori, in parte interni all'organismo e in parte esterni a esso (per i processi che portano alla trasformazione di una cellula normale in cellula tumorale, vedi anche cancerogenesi ). Per la maggior parte dei tumori il rischio cresce con l'età: a parte i tumori dell'infanzia (leucemie acute, neuroblastoma, tumore di Wilms, retinoblastoma, sarcomi dei tessuti molli), peraltro rari, la maggior parte dei tumori si sviluppa oltre i 50 anni, per il naturale calo delle difese dell'organismo e per il tempo maggiore di esposizione ai cancerogeni ambientali, che svolgono un ruolo fondamentale nell'insorgenza dei tumori. Complesso è il ruolo esercitato dai fattori genetici. Per molti dei tumori più comuni l'incidenza è più alta fra i pazienti con una storia familiare di tumore (da 3 fino a 30 volte). Per di più numerose affezioni ereditarie rare sono associate a un rischio di tumori maligni o alla presenza di numerose lesioni preneoplastiche, in grado di evolvere verso condizioni francamente maligne. Fra le rare e scarse forme sicuramente ereditarie le più importanti sono il retinoblastoma (che colpisce l'occhio), la poliposi familiare del colon e la simile sindrome di Gardner (vedi poliposi). Le condizioni preneoplastiche in grado di evolvere verso un tumore sono raggruppabili in quattro categorie principali: quelle con carattere di amartoma (la neurofibromatosi, la sindrome di Peutz-Jeghers dell'intestino, la sclerosi tuberosa ecc.), le genodermatosi (xeroderma pigmentoso, albinismo, epidermodisplasia verruciforme, epidermolisi bollosa ecc.), alcuni disordini a carico dei cromosomi (come le sindromi di Bloom e di Fanconi) e alcune immunodeficienze congenite (per esempio, l'atassia-teleangectasia, la sindrome di Wiskott-Aldrich ecc.). La razza è un fattore genetico anch'esso di complessa interpretazione, perché, oltretutto, fortemente influenzabile da abitudini culturali e fattori ambientali, come ben evidenziato dai mutamenti epidemiologici nelle popolazioni soggette a migrazione.

 

L'epidemiologia dei tumori

Le indagini epidemiologiche degli ultimi decenni hanno attentamente analizzato la diffusione dei vari tumori, permettendo così di risalire al ruolo esercitato dall'ambiente e dalle abitudini di vita nella genesi tumorale: proprio le macroscopiche variazioni nella frequenza con cui si manifestano tutti i tumori più comuni nelle diverse popolazioni stanno alla base del concetto che buona parte di essi siano dovuti a cause ambientali. Di qui l'importanza di stabilire strategie di prevenzione verso i fattori di rischio significativo individuati nelle indagini epidemiologiche. In Italia muoiono per tumore circa 130 000 persone all'anno. Le sedi anatomiche più colpite, a parte il carcinoma della cute, che è certo il tumore più frequente, ma anche il più facilmente guaribile (perché facilmente identificabile ed eliminabile), sono nell'80% dei casi rappresentate da dieci localizzazioni elettive: polmone, mammella, sistema linfatico, stomaco, colon-retto, prostata, utero, vescica, midollo osseo, pancreas. Il tumore del polmone è uno dei più frequenti: rappresenta la causa di circa un terzo di tutte le morti per cancro. Al secondo posto fra i maschi i tumori della prostata. Nella donna la mammella è l'organo più frequentemente colpito (si è calcolato che circa una donna su 13 può andare incontro a questa malattia nel corso della vita). Indipendentemente dal sesso, il tumore oggi a più alta incidenza è quello del polmone, seguito dal cancro del colon-retto.

 

La prevenzione primaria dei tumori

La prevenzione dei tumori si articola su due livelli diversi e complementari. La prevenzione primaria mette in opera strategie profilattiche volte a impedire la comparsa del tumore, operando sui fattori di rischio, più o meno noti. La prevenzione secondaria è identificabile con la diagnosi precoce e quindi viene effettuata allo scopo di arrestare l'evoluzione del tumore nelle fasi iniziali del suo sviluppo. La prevenzione primaria comprende due operazioni: l'individuazione dei fattori di rischio, che aumentano la probabilità di ammalare di tumore, e la rimozione di tali fattori. Sul primo versante sono ormai centinaia i cancerogeni individuati con certezza o sufficiente probabilità. La loro eliminazione richiede complessi interventi nell'ambiente di vita e di lavoro e campagne di educazione sanitaria per ridurre o eliminare quei fattori comportamentali più legati al rischio di tumore. Fra questi occupa un ruolo di primo piano il fumo di sigaretta. Circa l'80-90% dei tumori polmonari è legato al fumo, che contribuisce significativamente all'insorgenza anche dei tumori dell'esofago, della laringe, del cavo orale e probabilmente anche della vescica, del pancreas e del rene. Complessivamente il fumo è quindi legato ad almeno un terzo delle morti per cancro nei paesi occidentali. Smettere di fumare determina una riduzione del rischio di tumore, che a 10 anni dalla sospensione eguaglia quasi quello della popolazione generale, senza tenere conto dell'efficacia preventiva sulle altre patologie correlate al fumo (malattie dell'apparato respiratorio e cardiovascolare). A proposito del rapporto fra dieta e tumori, basterà ricordare che limitare il consumo di carni rosse e di grassi, introdurre frutta, verdura e cereali integrali, utilizzare al minimo i cibi conservati mediante salatura, salamoia, affumicatura, moderare il consumo di alcolici, riduce il rischio dei tumori a carico dell'apparato digerente e probabilmente anche della mammella. Limitare l'esposizione al sole contribuisce a prevenire i tumori cutanei. Anche controllare il proprio peso corporeo evitando l'obesità significa agire su un fattore di rischio non solo cardiovascolare ed endocrinologico, ma anche oncologico: i tumori della mammella e soprattutto quelli dell'utero sono più frequenti nelle pazienti in sovrappeso. L'eliminazione dei cancerogeni presenti nell'ambiente di lavoro presenta maggiori difficoltà, legate a un livello d'intervento più elevato, cioè di imprese e governi impegnati a garantire le più severe norme di sicurezza relative alla produzione e all'uso di sostanze a possibile azione cancerogena. Ovvie diventano poi le difficoltà insite nella prevenzione primaria sull'ambiente di vita, legate non solo al controllo degli inquinanti cancerogeni diffondibili nell'ambiente (e la cui eliminazione richiede una politica di difesa ecologica non solo a livello di singoli governi, ma ormai internazionale), ma anche all'individuazione e rimozione dei fattori di rischio di ordine fisico, chimico o biologico normalmente presenti nell'ambiente.

 

La prevenzione secondaria dei tumori

La prevenzione secondaria si fonda e si identifica con la diagnosi precoce. In questo senso vanno considerate le iniziative di screening nelle popolazioni a rischio. L'efficacia dello screening mediante associazione di visita clinica e mammografia annuale ha dimostrato la possibilità di ridurre di un terzo la mortalità per carcinoma della mammella nelle donne con più di 50 anni. L'esecuzione del pap-test con cadenza triennale nelle donne di età compresa tra i 20 e i 70 anni determina una riduzione della mortalità per tumore del collo uterino che si avvicina al 100%. Ancora incerti i dati sull'efficacia di programmi di screening per i tumori della prostata, per il cancro del colon-retto (ricerca del sangue occulto nelle feci di tutti i soggetti con più di 50 anni di età), della vescica, del corpo dell'utero, dello stomaco e dell'esofago. Risultati non soddisfacenti hanno ottenuto i programmi di diagnosi precoce nei tumori polmonari (mediante radiografie del torace ed esami citologici sull'espettorato nei soggetti a rischio). Ultima, ma non meno importante, è l'educazione sanitaria della popolazione, volta a modificare le abitudini di vita più nocive, a mantenere costante la sorveglianza sul proprio corpo (periodica autopalpazione del seno, autoesame della cute e del cavo orale) consultando prontamente il medico in caso di alterazioni sospette (persistenza di sintomi come tosse, raucedine, cambiamenti delle abitudini intestinali o inspiegabile perdita di peso).

 

La terapia dei tumori

La strategia terapeutica contro le malattie tumorali si articola su un ampio ventaglio di interventi che devono essere mirati per ogni specifica forma di tumore e lo stadio di sviluppo (vedi stadiazione dei tumori) a cui si trova. In linea generale, obiettivo primario della terapia è l'asportazione del tumore o la sua distruzione in sede: acquistano pertanto importanza fondamentale le tecniche chirurgiche (vedi tumori, chirurgia dei) e l'intervento con radiazioni ionizzanti (vedi tumori, radioterapia dei). L'intervento sistemico contro la proliferazione delle cellule tumorali nell'organismo si avvale principalmente dei farmaci chemioterapici (vedi chemioterapia oncologica).

 

Terapie alternative e tumori

Le terapie alternative per i malati di cancro proposte nel corso dell'ultimo secolo sono state numerosissime. Il ricorso a trattamenti non convenzionali, di efficacia non provata dal punto di vista scientifico, è un fenomeno diffuso. Esiste un lungo elenco di metodi anti-cancro non scientificamente convalidati, classificabili in almeno 6 gruppi principali: trattamenti chimici, vitaminici, vegetali, dietetici, di origine biologica e infine psicologici e/o psichiatrici. Negli Stati Uniti, già nel 1966, l'American Cancer Society ha raccolto in una monografia almeno una sessantina di diverse modalità di trattamento dei tumori – insieme con una decina di test diagnostici – tutte di efficacia non dimostrata. Molte di queste terapie, peraltro, sono conosciute e praticate solo in determinati Paesi: il trattamento con laetrile (composto a base di amigdalina, sostanza tossica che si estrae dai noccioli di albicocca e di mandorle) ha avuto grande diffusione negli Stati Uniti, come del resto è capitato negli ultimi anni alla cartilagine di squalo o in precedenza agli antineoplastoni (frammenti di proteine dapprima isolati dalle urine e poi sintetizzati in laboratorio). Anche in Italia, negli ultimi decenni, si sono verificati casi clamorosi di presunte terapie anti-cancro (siero Bonifacio, emoscambio, metodo Di Bella) che non hanno superato il vaglio delle sperimentazioni cliniche ufficiali.

5月17日

A VOLTE UN TI VOGLIO BENE E' DIFFICILE DA DIRE

 Se potessimo vedere continuamente l'angelo che ci è vicino e ci protegge, dimenticheremmo i nostri mali. L'angelo custode non ci abbandonerà mai, l'amore dell'angelo è lucido, forte, costante, non è soggetto ad alti e bassi, a rilassatezze, a dimenticanze e ad infedeltà come accade nelle amicizie umane. Possiamo pensare di essere inutili, soli, depressi , sfiduciati, di non essere capiti ma se pensassimo che un angelo vede e sà e ci vuole bene e arde di riempire ogni solitudine, una dolce gioia può venire vicino. Egli bussa con estrema discrezione alla porta e aspetta una risposta, offre il suo aiuto senza imporlo rispettando la libertà. Accostandoci alla sua presenza  si scoprono le presenze inaccessibili, come un telescopio scopre miriadi di stelle invisibili agli occhi più acuti. E' bello pensare di avere un angelo che cammina accanto, intelligentissimo, più reale di ogni realtà materiale come noi,ma ha occhi che vedono, mani che accarezzano, un cuore che ama. Non conosce malattia, stanchezza, passionalità, morte, infermità, paura, la sua perfezione è tale che costituisce una bellezza incantevole. Ha una mansione ben precisa è incaricato di prendersi cura di noi per aiutarci nella lotta contro il male , proteggerci ed orientarci al bene. L'azione dell'angelo in chi non crede è limitata, in quanto egli non può violare  la libertà di chi ha vicino. L'angelo custode può teoricamente tutto avendo dimensione superiore alla nostra, oltre i limiti della materia, può intervenire nel nostro mondo come vuole. La sua azione in nostro favore sarà direttamente proporzionale alla fiducia, alla confidenza, all'intesa che avremo con lui nel rispetto più profondo. Chi non crede alla realtà dell'angelo non puo parlare con lui, non gli chiede niente, non puo ottenere tanti benefici perchè non lo riconosce. benchè presente non può intervenire, non può, è come imprigionato. Questo nostro compagno desidera comunicare con noi, è un grande alleato ed è felice quando gli permettiamo di prendersi cura di noi. La sua presenza si manifesta in ogni azione che impegna ciascuno nella via del bene, la sua presenza conduce ad una libertà di movimento. Desidera innamorarsi di noi, desideroso di assumere la condizione materiale, è affascinato  dalle possibilità che ha uno spirito unito ad un corpo questo come fosse la sua vocazione angelica. Occorre ritrovare il nostro angelo, rifarcelo amico, saper riconoscere in noi la sua personalità. Se si ammette che l'angelo non appartiene ad una fase ormai conclusa della storia non c'è motivo perchè non si manifesti più ai nostri occhi. I pensieri dell'angelo sono limpidi riflessi di diamante, la sua amicizia è limpida come il primo arabesco di Debussy.La sua presenza è leggera e profumata come il profumo delle acacie in fiore alla sera quando il sole tramonta. Con lui è bello fare ogni cosa, riflette nell'anima la sua amicizia come il riflesso caldo di un plaid di mohair come in ogni caldo indumento che ci si mette addosso.Pensare a lui è come vedere un volto sorridente tra quelli seri della gente, e quando penso a lui è come se ci guardassimo negli occhi  e sentirsi immensamente felici...........

5月16日

TANTI AUGURI MARCO

E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.

Sono loro l’essenza del vostro sorriso.

Sono sangue e carne della vostra carne

ma non il vostro sangue e la vostra carne.

Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.

Attraverso di voi giungono, ma non da voi.

E benché vivano con voi, non vi appartengono.

Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.

5月3日

CIELO, SOLE E LUNA

Mitologie su mitologie ci spiegano storie d’amore come quella del filo d’Arianna alla mela di Adamo ed Eva, momenti così importanti vengono ricordati tramite stelle, infatti alla fine di ogni mitologia la storia finisce col dire e fu così che vissero felici e contenti diventati ormai stelle e fluttuanti nell’universo , ma questa storia è diversa dalle altre qui si parla di una storia che….. Un giorno il cielo conobbe una nuova stella molto grande e dietro di se si portava la sorellina il loro nome erano Sole e Luna, il cielo restò colpito da quel fascino che si portava dietro il sole, per non parlare della luna così bianca e candida, il cielo fece conoscenza e si unirono nella speranza di essere sempre insieme ma un giorno una stella cadente invidiose della luna e del sole, le cacciarono le insultarono e con il viso coperto si allontanarono sempre di più da quello che era il cielo, ora vi dico sapete perché ogni tanto ci spieghiamo perché piova ebbene non è a causa dell’effetto serra ma è il cielo che guarda ogni singolo umano e vedendo ricorda quei momenti passati con le sue amiche sole e luna ed è così che il cielo lacrima dopo lacrima goccia dopo goccia si forma la pioggia spero che il cielo mi stia a sentire mentre scrivo perché ho perso anche io quello che era il mio sole e la mia luna ma il cielo guarda anche le cose belle ed appare il suo sorriso pensando al sole ciò che noi vediamo mentre la notte quando il cielo riposa e dorme la luna lo va a trovare dandogli un bacio sulla guancia dicendogli buona notte amico mio io ci sarò sempre quando vuoi….